Lunedì 18 giugno la trasmissione "Il bene comune", condotta da Massimiliano Panarari su Studio 1, è stata dedicata al tema del MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Ospite in studio, in rappresentanza delle Officine Tolau, Stefano Aurighi, in compagnia di Fulvio Cammarano, docente di Storia Contemporanea all'Università di Bologna, Paola Setti, giornalista de Il Giornale e Renzo Magosso.
Qui di seguito la trasmissione.
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venerdì 22 giugno 2012
La puntata de "Il bene comune" dedicata al 'grillismo'
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mercoledì 18 aprile 2012
La Lega Nord invade(va) l'Emilia
La crisi della Lega Nord che ricadute avrà in Emilia-Romagna? Al Videodrome di Bolzano venerdì 20 proiezione del nostro documentario "Occupiamo l'Emilia", girato nel 2010. Sarà un'occasione per riflettere sul momento più nero del movimento di Bossi.
Su Franzmagazine, nel frattempo, una lunga intervista alle Officine Tolau. Tema: il documentario politico.
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domenica 8 aprile 2012
Le immagini di Giovanni Tizian non sono di La7. Sono di tutti
Il tono era gentile, ma il messaggio era chiaro e diceva più o meno così: Care Officine Tolau, perché nella vostra video-intervista a Giovanni Tizian (il giornalista costretto alla scorta armata dopo le minacce ricevute) avete utilizzato immagini di proprietà de La7?
Semplice: perché non erano immagini de La7, erano nostre. Anzi, erano - e sono tutt'ora - di tutti, perché questa è la nostra scelta.
Riepiloghiamo rapidissimamente questa storia, che secondo noi è paradigmatica di un certo modo (sbagliato, oltre che sorpassato) di intendere il copyright su web.
Il 16 dicembre 2011 noi, le Officine Tolau (Paolo Tomassone, Stefano Aurighi, Davide Lombardi), intervistiamo Giovanni Tizian, giornalista e amico, che da qualche giorno ha pubblicato il libro-inchiesta "Gotica - ’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea". Registriamo una lunga intervista a Modena, al parco della Resistenza, che pubblichiamo (insieme a 3 foto scattate da Davide Lombardi durante le riprese) sul nostro blog e sul nostro canale Youtube il 16 dicembre con il titolo "Il caso non è chiuso".
Circa un mese più tardi, l'11 gennaio 2012, la Gazzetta di Modena pubblica una notizia che non avremmo mai voluto leggere: Giovanni Tizian, minacciato per i suoi articoli, è costretto vivere sotto scorta. La notizia, terribile ed angosciante, è ripresa per giorni da tutto il sistema dei media.
Quasi tutti i tg nazionali e locali e un'infinità di siti web riprendono ovviamente la nostra intervista, che hanno trovato sul web e che era di fatto l'unico materiale disponibile. Alcuni lo fanno citando la fonte, la maggior parte non lo fa. La foto diventa addirittura immagine ufficiale della campagna "Io mi chiamo Giovanni Tizian".
A noi tutto questo fa molto piacere, per un motivo: siamo per la licenza "Creative Commons", cioè autorizziamo gratuitamente il riutilizzo di tutti i nostri materiali (chiedendo solo di citare la fonte) perché riteniamo che la libera circolazione delle notizie sia una ricchezza per tutti. Tanto più in un caso così drammatico come quello di Giovanni Tizian. E' vero, molti non citano la fonte. Pazienza, capita.
Ma qualche settimana fa la cosa si fa paradossale. Riceviamo questa mail da YouTube:
"Gentile OfficineTolau, il tuo video "il caso non è chiuso" potrebbe includere contenuti che sono di proprietà di/concessi in licenza da La7, ma è ancora disponibile su YouTube [...]"
La cosa ci fa ridere, naturalmente, visto che le immagini sono nostre e sono - per nostra precisa volontà - utilizzabili da chiunque.
In tempi rapidi inviamo a Youtube le nostre 'controdeduzioni', spiegando (indicando i link) che le immagini sono nostre, anzi, di tutti vista la nostra decisione di indicare la licenza "Creative Commons", mica di La7. Pochi giorni più tardi, arriva una seconda mail da Youtube:
"Gentile OfficineTolau, La7 ha esaminato la tua contestazione e ha abbandonato il suo reclamo per violazione del copyright sul tuo video "il caso non è chiuso".
Il messaggio di Youtube chiude la vicenda (e ci mancherebbe altro), ma lascia aperta la questione di fondo: Ha ancora senso in piena epoca web che le immagini siano soggette a copyright?
Semplice: perché non erano immagini de La7, erano nostre. Anzi, erano - e sono tutt'ora - di tutti, perché questa è la nostra scelta.
Riepiloghiamo rapidissimamente questa storia, che secondo noi è paradigmatica di un certo modo (sbagliato, oltre che sorpassato) di intendere il copyright su web.
Il 16 dicembre 2011 noi, le Officine Tolau (Paolo Tomassone, Stefano Aurighi, Davide Lombardi), intervistiamo Giovanni Tizian, giornalista e amico, che da qualche giorno ha pubblicato il libro-inchiesta "Gotica - ’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea". Registriamo una lunga intervista a Modena, al parco della Resistenza, che pubblichiamo (insieme a 3 foto scattate da Davide Lombardi durante le riprese) sul nostro blog e sul nostro canale Youtube il 16 dicembre con il titolo "Il caso non è chiuso".
Circa un mese più tardi, l'11 gennaio 2012, la Gazzetta di Modena pubblica una notizia che non avremmo mai voluto leggere: Giovanni Tizian, minacciato per i suoi articoli, è costretto vivere sotto scorta. La notizia, terribile ed angosciante, è ripresa per giorni da tutto il sistema dei media.
Quasi tutti i tg nazionali e locali e un'infinità di siti web riprendono ovviamente la nostra intervista, che hanno trovato sul web e che era di fatto l'unico materiale disponibile. Alcuni lo fanno citando la fonte, la maggior parte non lo fa. La foto diventa addirittura immagine ufficiale della campagna "Io mi chiamo Giovanni Tizian".
A noi tutto questo fa molto piacere, per un motivo: siamo per la licenza "Creative Commons", cioè autorizziamo gratuitamente il riutilizzo di tutti i nostri materiali (chiedendo solo di citare la fonte) perché riteniamo che la libera circolazione delle notizie sia una ricchezza per tutti. Tanto più in un caso così drammatico come quello di Giovanni Tizian. E' vero, molti non citano la fonte. Pazienza, capita.
Ma qualche settimana fa la cosa si fa paradossale. Riceviamo questa mail da YouTube:
"Gentile OfficineTolau, il tuo video "il caso non è chiuso" potrebbe includere contenuti che sono di proprietà di/concessi in licenza da La7, ma è ancora disponibile su YouTube [...]"
La cosa ci fa ridere, naturalmente, visto che le immagini sono nostre e sono - per nostra precisa volontà - utilizzabili da chiunque.
In tempi rapidi inviamo a Youtube le nostre 'controdeduzioni', spiegando (indicando i link) che le immagini sono nostre, anzi, di tutti vista la nostra decisione di indicare la licenza "Creative Commons", mica di La7. Pochi giorni più tardi, arriva una seconda mail da Youtube:
"Gentile OfficineTolau, La7 ha esaminato la tua contestazione e ha abbandonato il suo reclamo per violazione del copyright sul tuo video "il caso non è chiuso".
Il messaggio di Youtube chiude la vicenda (e ci mancherebbe altro), ma lascia aperta la questione di fondo: Ha ancora senso in piena epoca web che le immagini siano soggette a copyright?
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venerdì 10 febbraio 2012
Trenitalia, neve: Leggendario botta-risposta tra giornalista e pendolare
L'ingrato mestiere del cronista/giornalista Tolau durante calamità naturali come le nevicate di febbraio 2012 che hanno paralizzato l'Italia
giovedì 19 gennaio 2012
"Rimetti a noi i nostri debiti", la recensione su giornali e web
Le impressioni sulla prima nazionale di martedì 17. Qui potete leggere la recensione di ModenaToday.
Di seguito, invece, la recensione sulla Gazzetta di Modena.
Di seguito, invece, la recensione sulla Gazzetta di Modena.
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giovedì 17 novembre 2011
Volevamo i capelli lunghi (di Monicelli) - Il documentario integrale
Il film che Monicelli non riuscì a girare è diventato un documentario, che qui sotto potete vedere integralmente. Il maestro della commedia all´italiana scrisse "Capelli lunghi" nella seconda metà degli anni ´60, la storia semplice e rivoluzionaria di Michele, operaio dai capelli troppo lunghi per i benpensanti dell´epoca (ma c'è da giurare che anche oggi, vista l'aria che tira, non sarebbe un film tanto gradito alla galassia economico-finanziaria che regge le sorti del Paese).
Ribelle, libero, sognatore, Michele combatte la propria battaglia quotidiana in famiglia e sul luogo di lavoro per una rivoluzione personale che sfocerà però in tragedia.
Il soggetto, rimasto in un cassetto, negli anni ´90 è diventato un fumetto illustrato da un grande autore: Massimo Bonfatti. E, nel 2008, un libro, scritto dal giornalista Franco Giubilei, che racconta la storia di questo film mancato, e delle immagini a fumetti che gli hanno dato comunque vita.
Ora tutto questo è diventato un documentario, realizzato dalle Officine Tolau. E' un viaggio vero e proprio nella memoria di Mario Monicelli, alla scoperta del film che non riuscì a realizzare perché la rivoluzione, all´epoca, non poteva entrare al cinema. E Monicelli, nella lunga intervista inedita contenuta nel documentario, non si tira certo indietro su questi temi, al contrario: sul movimento del '68 e sul terrorismo degli anni successivi, le sue parole sono così scomode da costringere tutti ad una rilettura di quegli anni.
Ribelle, libero, sognatore, Michele combatte la propria battaglia quotidiana in famiglia e sul luogo di lavoro per una rivoluzione personale che sfocerà però in tragedia.
Il soggetto, rimasto in un cassetto, negli anni ´90 è diventato un fumetto illustrato da un grande autore: Massimo Bonfatti. E, nel 2008, un libro, scritto dal giornalista Franco Giubilei, che racconta la storia di questo film mancato, e delle immagini a fumetti che gli hanno dato comunque vita.
Ora tutto questo è diventato un documentario, realizzato dalle Officine Tolau. E' un viaggio vero e proprio nella memoria di Mario Monicelli, alla scoperta del film che non riuscì a realizzare perché la rivoluzione, all´epoca, non poteva entrare al cinema. E Monicelli, nella lunga intervista inedita contenuta nel documentario, non si tira certo indietro su questi temi, al contrario: sul movimento del '68 e sul terrorismo degli anni successivi, le sue parole sono così scomode da costringere tutti ad una rilettura di quegli anni.
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giovedì 29 settembre 2011
Luigi Ottani: un cortometraggio Tolau per raccontare Beslan - Backstage
Beslan, Ossezia del Nord. 7 anni dopo la strage che costò la vita a quasi 400 persone, tra cui 186 bambini, il fotografo modenese Luigi Ottani è tornato sui luoghi della tragedia. Le Officine Tolau stanno lavorando ad un corto, in cui Ottani racconta con voce e immagini il suo viaggio. Qui il backstage dell'intervista.
Più sotto, alcuni scatti che il grande Ottani ci ha fatto al termine dell'intervista.
Più sotto, alcuni scatti che il grande Ottani ci ha fatto al termine dell'intervista.
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| Lombardi, Aurighi, Tomassone |
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| Lombardi, Aurighi, Tomassone |
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| Lombardi, Aurighi, Tomassone |
domenica 13 marzo 2011
Matteo, il cugino di Paperino
Più bravo o più fortunato?
La stella sempre più brillante di Matteo Renzi rende il sindaco di Firenze una specie di Gastone, cugino appena sopportato all'interno del PD-Paperino?
Ecco la nostra intervista al (ormai ex?) rottamatore - già campione nel 1994 de "La Ruota della fortuna" di Mike Bongiorno - in occasione della puntata a Modena per presentare il suo libro "Fuori".
La stella sempre più brillante di Matteo Renzi rende il sindaco di Firenze una specie di Gastone, cugino appena sopportato all'interno del PD-Paperino?
Ecco la nostra intervista al (ormai ex?) rottamatore - già campione nel 1994 de "La Ruota della fortuna" di Mike Bongiorno - in occasione della puntata a Modena per presentare il suo libro "Fuori".
venerdì 11 marzo 2011
Matteo Richetti, il golden boy dei democratici emiliani
Segnatevi questo nome: Matteo Richetti. Da due mesi il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, non perde occasione per ribadire che il “vero leader dei rottamatori” è proprio Richetti, 37enne Pd modenese, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. Che avrà fatto mai di così sbalorditivo il giovane emiliano da spingere simbolicamente il leader dei rottamatori ad abdicare? Richetti ha mandato al macero uno dei privilegi più intollerabili della “casta”: dalla prossima legislatura i consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna non otterranno più la pensione appena terminati i due mandati, rassegnandosi (come tutti) ad attendere l’età pensionabile.
Ex Margherita, Richetti ha ottenuto il voto unanime del Consiglio regionale sull’abolizione dei vitalizi e, subito dopo, ha spedito copia del provvedimento a Fini e Schifani. E ora incalza: “Cosa aspettano le altre Regioni e le due Camere a fare altrettanto”?
Leggi tutto l'articolo di Stefano Aurighi su "Il Venerdì di Repubblica" n. 1199.
La nostra intervista a Richetti in occasione della presentazione a Modena del libro di Matteo Renzi "Fuori".
Ex Margherita, Richetti ha ottenuto il voto unanime del Consiglio regionale sull’abolizione dei vitalizi e, subito dopo, ha spedito copia del provvedimento a Fini e Schifani. E ora incalza: “Cosa aspettano le altre Regioni e le due Camere a fare altrettanto”?
Leggi tutto l'articolo di Stefano Aurighi su "Il Venerdì di Repubblica" n. 1199.
La nostra intervista a Richetti in occasione della presentazione a Modena del libro di Matteo Renzi "Fuori".
venerdì 26 novembre 2010
Massimo Bonfatti, intervista sul fumetto
Questo video non avrebbe dovuto esser realizzato. Ma, una volta conclusa un'intervista per un altro progetto a Massimo Bonfatti (Bonfa), uno dei maestri del fumetto umoristico italiano, la telecamera è rimasta accesa. Ne è risultata una chiacchierata sulla sua arte, sul fumetto e tante altre sturiellet.
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